Benedetta Manzino

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I suoi dipinti non raffigurano il mondo, lo aprono. Attraverso l'olio, trattato con una libertà che sfida le convenzioni, Benedetta Manzino trasforma il visibile in una soglia: qualcosa da attraversare, non soltanto da osservare. Ogni opera è un invito a guardarsi dentro mentre si guarda la tela.

Ancestors

Consciousness: overlapping data fields

Sang Real - ovolo dato l'asse minore

Sequenza Fibonacci

Unity - Trinity

MisticismoTraslucenzaContemplazione
Heaven

Heaven, 2022, Olio su cartone telato, 25 × 20.5 cm

Maria Benedetta Manzino è nata a Mortara nel 1999. Ha studiato Lettere e Beni Culturali all'Università del Piemonte Orientale a Vercelli, e oggi la sua pratica si svolge interamente nello spazio intimo e privato del suo studio. Radicate in visioni mistiche che affiorano nel ritmo della vita quotidiana, le sue composizioni cercano un equilibrio tra geometria e colore, non come esercizi formali ma come strumenti di apertura. Ogni tela è un portale attraverso cui la percezione si sposta e la trasformazione diventa possibile. Nel suo lavoro la mente e la mano non sono le autrici, ma gli strumenti che rendono possibile l'evoluzione.

Morpheus Gate, 2023, Olio su cartone telato, 25 × 20.5 cm

Morpheus Gate è stato selezionato per Spirit Worlds, sesto volume della Library of Esoterica di TASCHEN: una rassegna di 520 pagine sull'arte visionaria, dalle pitture rupestri alle opere contemporanee, curata dall'autrice e giornalista Jessica Hundley. Nel volume il dipinto di Manzino è messo in dialogo con un'opera di Agnes Pelton, accanto a lavori di Mark Rothko e Hilma af Klint.

Wheel of emotions - X, 2025, Olio su cartone telato, 25 × 20.5 cm

Il colore, nella pratica di Manzino, non è una scelta ma un linguaggio. Il suo approccio al pigmento è rigoroso e profondamente intenzionale: tinte iridescenti e vibranti, scelte non per il loro fascino estetico ma per la loro carica percettiva e neuro-emotiva. Ogni tono è uno strumento, calibrato per far affiorare emozioni latenti, per trattenerle e trasformarle. Questo pensiero cromatico ha una lunga genealogia. Dai primi diagrammi scientifici sulla percezione del colore ai taccuini privati di Hilma af Klint, dove sfere di colore diventavano mappe di dimensioni interiori, l'idea che il colore agisca direttamente sulla coscienza ha animato alcune delle pratiche artistiche più radicali della storia. Manzino lavora dentro questa tradizione, e la estende.

  • Trascina per ruotare

Sfera dei colori, Ispirata alla Farbkugel bandräumlich di Johannes Itten ("Sfera dei colori in fasce spaziali"), ideata tra il 1919 e il 1920.

Ancestors, 2024, Olio su cartone telato, 25 × 20.5 cm

Sang Real - ovolo dato l'asse minore, 2025, Olio su cartone telato, 27 × 22 cm

Unity - Trinity, 2025, Olio su cartone telato, 27 × 22 cm

I suoi dipinti si spingono verso l'interno, verso qualcosa di più antico della memoria. Attraverso il colore e la visione, Manzino fa emergere ciò che è sempre stato lì: il femminile antico, la radice ancestrale, l'origine. In opere come Unity - Trinity, Sang Real, Ovolo dato l'asse minore e Ancestors, linee genealogiche, echi medievali e simbolismi stratificati convergono in un unico atto di canalizzazione.

Illustrazione 3D di Benedetta Manzino

Sequenza Fibonacci, 2024, Olio su cartone telato, 25 × 20.5 cm

L'indagine di Manzino sulle strutture naturali muove da un'osservazione: la geometria non è imposta alla natura, le è intrinseca. Schemi che ricorrono a ogni scala, dal microscopico al cosmico, diventano oggetto di un'indagine formale in cui la pittura funziona come strumento di analisi. La tela diventa uno spazio in cui macrocosmo e microcosmo convivono nello stesso quadro.

“Ovunque io vada, l'erba cresce più verde”
Richie Norton

F(z)= z^2 + Cyclamen Hederifolium, 2026, olio su cartone telato, 27x22 cm

La convivenza di una formula matematica e di una specie botanica in un unico titolo non è casuale. Riflette una posizione metodologica precisa: i sistemi astratti di ordine e la forma organica condividono la stessa logica profonda. La ricerca interiore, di senso, di origine, di sé, non allontana dal mondo naturale. Vi conduce direttamente. Studiare le strutture che si ripetono in natura significa, nella pratica di Manzino, studiare noi stessi. Non siamo separati dai sistemi che osserviamo. Ne siamo fatti.

Consciousness: overlapping data fields, 2025, Olio su cartone telato, 27 × 22 cm

Le tele sono costruite da quattro tavole unite, una scelta strutturale che conserva la giuntura visibile e insieme unifica la superficie in un unico campo. Il supporto diventa ciò che lei chiama un portale d'aria, un'apertura attraverso cui chi guarda è invitato a passare in altri stati di coscienza. La luce, nella sua pratica, non è mai casuale. I suoi micro-riflessi sulla superficie dipinta generano iridescenze silenziose: un colore che non si impone ma si rivela, lentamente, a seconda di dove ti trovi. La rifrazione come condizione cognitiva: la stessa logica che piega la luce attraverso la materia piega la coscienza attraverso l'esperienza.

My most purest form: Love

My most purest form: Love, 2024, Olio su cartone telato, 25 × 20.5 cm

My Most Purest Form, Love non conclude l'indagine di Manzino, ne rivela il fondamento. L'amore, qui, non è sentimento. È sostanza: la forza che attraversa tutte le cose, l'essenza che lega il sé al mondo, l'individuo all'universale. Un concetto radicato nella tradizione filosofica e in una visione panteistica dell'esistenza, per cui tutto condivide la stessa natura profonda, e quella natura non è materia, è presenza. Qui la logica alchemica della sua pratica diventa pienamente leggibile. La ricerca interiore, i riferimenti ancestrali, gli strumenti cromatici, l'atto collettivo del testimoniare: tutto converge verso questo riconoscimento.

Biografia

Nata a Mortara

Maria Benedetta Manzino si è formata all'indirizzo multimediale del Liceo Artistico, per poi laurearsi in Lettere Moderne all'Università del Piemonte Orientale di Vercelli, con un percorso incentrato sui Beni Culturali. Lavora con il nome bm.artstudio, tra pittura a olio e illustrazione 3D.

La sua pratica affonda le radici in una linea di ricerca mistica e trascendentale, nutrita da Mark Rothko, Beato Angelico, Hilma af Klint, Agnes Martin, Georgia O'Keeffe, Agnes Pelton e Raffaello. Ogni dipinto nasce da quattro pannelli di tela uniti in un'unica superficie a mosaico, lavorata a olio in modo non convenzionale: diluito e stratificato, il colore oscilla tra una trasparenza da acquerello e una densità asciutta, quasi gessosa. Tra i motivi ricorrenti: sigilli geometrici, porte e chiavi.

Il suo lavoro è stato pubblicato in Spirit Worlds di TASCHEN (p. 382), accanto a un dipinto di Agnes Pelton e, nella pagina a fronte, a opere di Mark Rothko e Hilma af Klint.

Formazione

  • Laurea in Lettere Moderne, Università del Piemonte Orientale (UniUPO), Vercelli, con percorso in Beni Culturali
  • Liceo Artistico, indirizzo multimediale

Pubblicazioni

  • Spirit Worlds, TASCHEN: opera pubblicata a p. 382, accanto ad Agnes Pelton; nella pagina a fronte, opere di Mark Rothko e Hilma af Klint

Opere scelte

  • 2022
  • 2023
  • 2024
  • 2024Healing Nature - Grounding Exercise, olio su tela, 25 × 20,5 cm
  • 2024
  • 2025Sacred Feminine, olio su tela, 25 × 20,5 cm
  • 2025
  • 2025
  • 2026light X every shadow, olio su tela, circa 27 × 22 cm
  • 2026

Tecnica

  • Mezzo: olio, usato in modo non convenzionale, diluito e stratificato fino a ricordare l'acquerello o il pigmento secco
  • Costruzione distintiva: quattro pannelli di tela o cartone uniti in un'unica superficie a mosaico
  • Lessico ricorrente: sigilli geometrici, porte, chiavi, simmetria radiale

Studio

  • bm.artstudio: pratica di arte digitale tra pittura a olio e illustrazione 3D
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