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juan redruello

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“È l'epoca in cui l'essere umano si renderà conto che l'imperfezione è un valore aggiunto.”
L'artista

Sono Juan Redruello, nato a Buenos Aires nel 1973. Vivo e lavoro in Piemonte. Mi occupo di pittura astratta e sperimentazione visiva, passando attraverso materiali, tecniche e linguaggi diversi.

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Dichiarazione d'artista

Non ho mai avuto un unico modo di dipingere. Ci sono periodi in cui mi interessano immagini complesse, piene di segni e sovrapposizioni, e altri in cui sento il bisogno di lavorare con poche forme e colori. Quello che cerco, però, è sempre la stessa cosa: qualcosa che mi emozioni. Mi piacciono le superfici consumate, i muri scrostati, la ruggine, i segni lasciati da un pennello quasi asciutto. A volte trovo più bella un'immagine graffiata e parzialmente cancellata di quella originale. Non perché sia fatta male, ma perché in quell'alterazione vedo qualcosa che prima non c'era. Quando dipingo non so sempre dove arriverò. A volte parto da un'idea precisa, altre comincio semplicemente a sporcare la superficie. Lavoro, cancello, sovrappongo. Può succedere che quello che avevo immaginato scompaia completamente e che al suo posto nasca qualcosa che mi emoziona ancora di più. Sono sempre stato attratto dal rischio e dall'adrenalina. È una sensazione che ho cercato per anni nello sport e che, in modo diverso, ritrovo nella pittura. Mi piace quell'incertezza, il non sapere esattamente cosa succederà. Anche davanti a una tela posso avere la sensazione di essere sul punto di rovinare tutto. A volte continuo a lavorare senza sapere se quello che sto facendo funzionerà. Poi, improvvisamente, qualcosa appare. Lo guardo e lo riconosco. È lì che per me il quadro comincia a esistere davvero.

Low Frequency

Low Frequency

Acrilico su tela · 2026 · 70 × 104 cm

Questo quadro nasce dalla musica elettronica, soprattutto dalle frequenze basse, dal suono profondo e potente di una cassa. Mi affascina il contrasto tra la forza fisica dei bassi e quella malinconia che spesso ritrovo nelle melodie in tonalità minore. Una specie di nostalgia, ma non necessariamente tristezza. È una sensazione che mi piace molto e che, in qualche modo, ho cercato di portare anche dentro questo dipinto.

RUMORE VERDE

RUMORE VERDE

ACRILICI SU TELA · 2016 · 70X54 CM

Rumore Verde nasce da un processo istintivo, fatto di sovrapposizioni, cancellazioni e gesti materici. Mi interessava creare una superficie viva, dove il verde diventasse energia e movimento. Il titolo richiama proprio questa sensazione di vibrazione, come se il colore producesse un rumore interno.

Static

Static

acrilico su tela · 2026 · 80x08 cm

In questo dipinto mi interessava lavorare con pochi colori e forme abbastanza essenziali. Il celeste attraversa la superficie, mentre i segni più scuri sembrano interromperlo, quasi come delle interferenze. Mi piace il contrasto tra gli spazi più vuoti e quelli dove la materia si accumula, tra ciò che rimane visibile e quello che sembra quasi cancellato. Una specie di interferenza lenta sotto la superficie.

Attrito

Attrito

arilico su carta · 2020 · 42x30 cm

In questo lavoro mi interessava l’idea dello sfregamento, di qualcosa che entra in tensione fino a scaldarsi, quasi fino ad accendersi. Il contrasto tra il giallo, il rosa, il rosso e il nero nasce proprio da questa sensazione di attrito, come se i colori si urtassero e producessero energia. Più che rappresentare qualcosa, volevo far sentire una tensione, un punto in cui la superficie sembra sul punto di incendiarsi.

Afterimage

Afterimage

acrilici su carta · 2020 · 42x30 cm

Mi è sempre piaciuta quella sensazione che succede quando cammini in un bosco e il sole passa tra gli alberi. Basta che ti sposti un attimo e cambia tutto: prima lo vedi pieno, forte, quasi ti acceca, poi sparisce dietro un tronco, poi riappare un'altra volta. Avevo in mente proprio questo, un bosco di betulle, i tronchi chiari e quella luce che ti entra negli occhi e ti resta addosso. La cosa che mi affascina di più è proprio quello che rimane dopo, quando abbassi lo sguardo o chiudi gli occhi e per qualche secondo continui a vedere quella traccia, quella specie di immagine sospesa. Il titolo Afterimage viene da lì. Mi interessava cercare di portare sulla carta più quella sensazione che il bosco stesso: la luce che ti attraversa, si sposta, resta un attimo e poi lentamente si dissolve.

Gaby

Gaby

tecnica mista su carta · 2015 · 42x30 cm

Gabi è un ritratto nato da un mio lavoro digitale. Ho voluto portarlo fuori dallo schermo, stampandolo su carta e applicandolo su un supporto di legno, per poi continuare a lavorarci con gli acrilici. Mi interessa proprio questo passaggio, quando un'immagine digitale diventa qualcosa di fisico e posso riprenderla in mano, modificarla e vedere dove mi porta.

Dissolvenza inversa

Dissolvenza inversa

tecnica mista su tla · 2015 · 100x100

Opera 8

Senza titolo

Opera 9

Senza titolo

Opera 10

Senza titolo

ArchivioEntra nell'archivio10 opere
Elenco delle tavole
  1. 01Low FrequencyAcrilico su tela · 2026 · 70 × 104 cm
  2. 02RUMORE VERDEACRILICI SU TELA · 2016 · 70X54 CM
  3. 03Staticacrilico su tela · 2026 · 80x08 cm
  4. 04Attritoarilico su carta · 2020 · 42x30 cm
  5. 05Afterimageacrilici su carta · 2020 · 42x30 cm
  6. 06Gabytecnica mista su carta · 2015 · 42x30 cm
  7. 07Dissolvenza inversatecnica mista su tla · 2015 · 100x100
  8. 08Senza titolo
  9. 09Senza titolo
  10. 10Senza titolo
Biografia

1973, Buenos Aires, Argentina · Vive e lavora in Piemonte, Italia

Sono nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1973. Sono cresciuto in una famiglia dove l'arte e la creatività erano abbastanza presenti. Mia madre e mio nonno dipingevano, mia nonna scriveva e mio nonno materno era un orologiaio e inventore.

Ho sempre disegnato, ma ho cominciato a dedicarmi seriamente alla pittura verso la fine degli anni Novanta, sperimentando fin dall'inizio con materiali, tecniche e immagini molto diverse.

Nei primi anni Duemila ho vissuto in Germania, dove nel 2002 ho esposto alla Stadtbibliothek di Reinbek. In quel periodo ho cominciato a lavorare con la fotografia e la grafica digitale, spesso mescolandole alla pittura.

Successivamente ho vissuto per alcuni anni in Perù, a Cusco, dove nel 2003 ho esposto al Museo d'Arte Contemporanea. Tornato in Italia ho continuato a dipingere ed esporre, partecipando anche a Paratissima a Torino nel 2013 e realizzando altre esposizioni personali.

Per diversi anni ho cercato di fare della pittura la mia attività principale. Non è andata esattamente come speravo e a un certo punto ho smesso di dipingere, dedicandomi soprattutto alla musica elettronica.

Nel 2026 ho ripreso a dipingere con continuità. Dopo questi anni di pausa mi sono ritrovato con una quantità di idee e una voglia di sperimentare che non sentivo da tempo.

Oggi lavoro soprattutto con l'astrazione, il colore e la materia, senza sentire il bisogno di rimanere legato a un unico stile.

Formazione

  • Formazione artistica autodidatta, attraverso la sperimentazione pittorica, fotografica e digitale.
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